Speleologia

di Mauro Di Pierdomenico

Nel buio di una grotta sembra di “galleggiare” e il centro di ogni cosa diventa l'infinitamente piccolo del nostro animo che in alcuni attimi della nostra vita riesce a racchiudere l'infinitamente grande dell'Universo. Il buio all'interno di una grotta posta molte decine – e a volte centinaia – di metri sotto terra è un buio assoluto, la solitudine perfetta, l'incontro con il nostro istinto; lo stesso istinto che spinge l’uomo a sfidare l'ignoto nel cosmo, come nelle viscere della terra.

La grotta è un ambiente severo e difficile, un ambiente che mette alla prova le nostre capacità non solo tecniche e fisiche ma anche psicologiche e umane. Spesso mi sono chiesto perché un uomo decide, coscientemente, di andare a visitare una grotta; non ho mai trovato un risposta soddisfacente (valide sì, ma non soddisfacienti). Poi, un giorno, un bimbo di soli sette anni (mio nipote) rispose alla domanda con una tale naturalezza e sincerità che rimasi a bocca aperta come di fronte all'uovo di Colombo: "Noi andiamo nelle grotte per istinto!".

Già, l'istinto! E' l'istinto, la nostra parte più nascosta e sincera, spontanea e genuina, l’esaltazione più raffinata del nostro essere che ci porta a tendere i nostri limiti e capacità; è la voglia di condividere il pericolo e l'emozione, l'ebbrezza della luce acetilenica che squarcia il buio di una grotta per la prima volta in milioni di anni; il vedere e raggiungere cose che nessuno, mai, ha visto; il sentirsi umili di fronte alla natura e allo stesso tempo così arroganti da profanarla nella sua intimità. La speleologia è la nostra voglia di immergerci nei freddi misteri della terra, tra gli eterni silenzi, violarli e racchiuderli in noi stessi, gelosamente; è come essere soli nel mezzo del mare dove la fiammella sul casco del nostro amico è come un faro, una sicurezza: tu sai che lui è lì e lui sa che la tua luce si farà forza insieme alla sua e, all'unisono, le lampade sul casco sveglieranno il ventre della terra come quello di un antico ed enorme mostro preistorico, immergendoci in un chiaroscuro inquietante e affascinante di colori e riflessi, di veli, di gocce immobili da secoli, in un carnevale pieno di ombre, in un dedalo di fessure e strettoie, di ampie e immense geodi riflettenti di cristalli.

E osservarle, è come un cielo capovolto. E contemplarle é condividere lo stupore con la gioia, la paura e il coraggio. E immaginarle che ci spinge e volerle possedere, intimamente, nel nostro cuore, almeno per un attimo, almeno per un microsecondo dell'eternità prima che esse ritornino nel buio e nel sempiterno silenzio.

Questa è la speleologia: è una forte passione per la parte più segreta e gelosamente custodita dalla natura; è una passione per chi ama condividerla con le persone che si amano; è un emozionante incontro con se stessi e con il tempo che sembra immobile e imperturbabile nel profondo silenzio del buio.

Il gruppo è forte di questa passione e organizza annualmente corsi d’introduzione a questo sport estremo e intimista mettendo a disposizione dei corsisti un entusiasmo umano e professionale che nasce da anni di esperienza e da un profondo amore per la natura.

I corsisti sono seguiti singolarmente da esperti e forniti di tutto il materiale tecnico per le esercitazioni, le quali saranno precedute da lezioni teoriche sulle tecniche e sui materiali da speleologia. Le esercitazioni si svolgono prima all’aperto, poi in grotte, con un crescendo di difficoltà, in modo da far acclimatare e abituare l’aspirante speleologo all’ambiente ipogeo e alle tecniche di movimento.

    Non è uno sport per tutti… la grotta non è generosa e, come una bella donna, si concede al più raffinato, cortese e perseverante corteggiatore…